Think #9 - Neuroplasticità e il dito nel naso

I semafori sotto il sole di luglio dovrebbero essere aboliti. Fino a ieri pensavo così. Sono fermo sotto i 34 gradi ad aspettare il verde, ci mette una vita a questo incrocio, guardo le insegne, le persone sulla porta del bar, poi si affianca un'auto. Lei è molto carina. Mora, direi sui 30 ma sono una frana a dar l'età alle persone, maglietta bianca con un dito di pizzo sul colletto, semplice ed elegante. Si liscia i capelli, risistemando la coda di cavallo. È un fascio di nervi, tamburella sul volante e lo sguardo si sposta come una pallina da flipper che fa un sacco di punti. E poi accade l'inaspettato. Si infila il dito nel naso.
Lasciamola un'attimo li, in un grottesco -ma perchè no, piacevole- fermo immagine.

La neuroplasticità è la capacità del sistema nervoso di modificare la sua struttura in risposta a una varietà di fattori intrinseci o estrinseci. Per farla semplice, il nostro cervello impara sempre, e se ben allenato migliora le performance. Quando siamo fermi ad un semaforo, il nostro cervello che di suo già consuma un sacco di energia, sa che deve aspettare. Ha messo in folle, oppure tiene la frizione, poi scatterà il verde e infilerà la prima. Tutto questo sta dentro ad una scatola. E ad ogni semaforo andrà in quella scatola a recuperare l'informazione per poterla usare. Ieri l'interferenza inaspettata in un quadro idilliaco, la mora con il dito nel naso, mi ha fatto partire in seconda, dopo un cordiale strombazzamento di clacson dell'auto dietro a me.
Un secondo dopo ho avuto un lampo creativo. Mi sono fermato e ho annotato il tutto -le buone idee sono come i sogni, devi annotarle o appena stropicci gli occhi svaniscono-.

E ritorna la ragazza con il dito nel naso. Bella come una pubblicità estiva, ha rotto lo schema e me la ricorderò per molto tempo. Siate unici, sempre.