Think #6 - Spiagge libere e il marketing di nicchia

Arrivo da qualche giorno di Versilia. Per quanto trovi eleganti gli ombrelloni in ordinata fila -a comporre un parallasse emozionale-, non riesco a farmi piacere il mondo dei bagni, degli sdrai a 40cm dal gomito e delle molteplici vite che si confondono in un unico casino.

Ho l'anima da spiaggia libera.

Così, mentre corro sulla battigia del Parco di Migliarino mi imbatto in una coppia di nudisti. Direi sulla 60ina, credo stiano giocando a carte. Sono corpi liberi, non hanno la pretesa di essere statue greche in perenne tiro. Si godono il momento, in tutta sincerità.
Si è fermato un ragazzo stracarico di cappelli e porge un Panama al signore. Stoppo il cronometro e mi godo la scena. La contrattazione dura 2 minuti scarsi, poi il ragazzo se ne va con un Panama in meno e il signore ha un'aria decisamente più professionale mentre riprende a giocare a carte, nudo, con un simpatico cappello bianco.

Scegliere la propria nicchia per fare impresa è il primo passo -per quanto banale possa sembrare- per una strategia vincente. E così mentre gli altri si ammassano a vendere identiche ciambelle, identici cocco fresco, identici vestiti da mare a timidi topless, lui -il venditore di cappelli della spiaggia libera- gode della simpatia, della fiducia e offre un prodotto utile al momento giusto.

Averne di imprenditori così!