Think #11 - Detox e ali per mosche

Mi capita di ripensare ad una vecchia foto che avevamo in una scatola.
Ritrae un carnevale di almeno 30 anni fa, uno di quelli di paese, fatto di bande, gente che ride, le majorette e le loro gambe, e travestimenti in funambolico equilibrio tra il sociale e il cowboy.
Sulla sinistra quattro scatoloni con gambe e braccia portano un cartello: "Nel 2000 saremo tutti robot".

Ho iniziato a scrivere questo post 8 mesi fa. Ho lasciato che le cose mi frullassero per la testa.Ho assecondato il mio inquieto rapporto con il mondo. Ho letto articoli, mi sono guardato speech, spulciato TED. E mentre il sapore di una bias di conferma invadeva una parte del cervello, il sapore che avevo in bocca era quello acre della perdita di controllo.

Ho guardato più volte le mie impronte digitali, quasi uniche. Ho pensato al DNA come custode dei nostri dati, un cassetto che se aperto da altri si incasina.

Avete mai pensato alla mancanza di controllo che avete sui vostri dati? Noi, che facciamo questo mestiere, se siamo bravi e fortunati, creiamo buyer persona da tutti gli input che ogni singolo utente ci regala. Non solo il sesso e l'età, quelli sono quasi irrilevanti rispetto alle vere scelte sessuali o all'età che si sente ogni persona. Mi spiego. Se dovessi fermarmi al dato numerico, non offrirei ad un 50enne una cabrio gialloevidenziatore, eppure sappiamo tutti cosa voglia dire crisi di mezza età. Creiamo profili dalle conversazioni, dai gusti, dai like, dai non seguire più, dalle ricerche, dal tono della voce.

Forse dire offriamo dati è sterile. Offriamo noi stessi è più corretto. Offriamo i nostri desideri quando cerchiamo sui motori di ricerca, offriamo i nostri interessi, i nostri gusti, le nostre speranze anche solo cliccando su un banner.

No, non siamo tutti robot ma robotica, nanotecnologie, connessione uomo-rete e biohacking sono solo alcune sfaccettature di questo prossimo futuro. Abbiamo rotto con li passato, con gli schemi che ci portiamo dietro da migliaia di anni.

Abbiamo creato una rete, ma non siamo i ragni. Siamo le mosche.